03/11/2009
un albero è un albero è un albero
Guardo il mio albero
È davanti a me, sono davanti a lui”chi sei? Chi sono?”
Mi avvicino, mi allontano, trovo una giusta vicinanza
Lo guardo e mi lascio guardare
Lo ascolto, lo tocco e lo sento sul corpo
Gli giro attorno e se voglio, se sento che è possibile, che me ne da’ il permesso, ci salgo sopra
Sto col mio albero, sta con me, stiamo assieme
Quando mi sento, lo abbraccio e poi mi sciolgo dall’abbraccio
Lo faccio varie volte, prolungando pian piano il contatto, coi miei tempi, familiarizzo con lui
Lascio emergere le mie emozioni e i miei sentimenti sottili
Lascio emergere immagini e pensiero
Lascio emergere voci, domande, suoni, risposte, silenzi, comandi, proposte
Mi godo il contatto con l’albero, ne percepisco, per quanto mi è possibile, il cuore, la linfa che sale e scende entro di lui
Ne saggio la consistenza, ne osservo i minimi particolari
Sento se è freddo, caldo, accogliente, distaccato, se ha un nome, come si volge verso di me…
Lo saluto, infine, nel modo che più mi viene spontaneo
Poi mi accoccolo ai suoi piedi e scrivo a ruota libera dell’esperienza che ho vissuto
chè non vadano di essa perdute neppure le briciole...
11:45
Scritto da : sallucius
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